Muzzano - “Si sospenda la fusione”

Scritto da max, Giovedì 18 Gennaio 2007

La Regione

Muzzano - consegnate a Luigi Pedrazzini 310 firme
Il consigliere di Stato: “L’iniziativa riceverà una risposta”

Rappresentano il 58% del corpo elettorale di Muzzano le 310 firme consegnate ieri alla cancelleria dello Stato a Bellinzona nelle mani del direttore del Dipartimento delle istituzioni Luigi Pedrazzini. Ma indicizzate alla partecipazione dei cittadini del paese alle ultime votazioni ‘pesano’ circa il 75%. Senza contare gli aventi diritto al voto non interpellati dai promotori dell’istanza, che in un comunicato diramato ieri si scusano con coloro a cui non è stata sottoposta l’iniziativa.

La raccolta di firme è avvenuta in poco più di una settimana, scrivono i promotori, che ribadiscono di non essere pro o contro qualcuno, ma che l’iniziativa è «la conseguenza dell’incredibile modo di agire del Municipio in quanto quest’ultimo con le sue decisioni preclude alla cittadinanza la facoltà di valutare tutte le possibilità che la stessa legge sulle aggregazioni offrirebbe». Perciò l’istanza, scrivono i promotori, chiede «al Consiglio di Stato di avviare uno studio per l’alterazione di Muzzano definendo i diversi scenari possibili e di sospendere nel frattempo qualsiasi richiesta di fusione». Ed ha un significato politico.

Prendendo atto delle firme, il consigliere di Stato rivolgendosi ai cittadini di Muzzano, pur non entrando nel merito delle richieste, per via dei ricorsi tuttora pendenti, ha assicurato che il governo fornirà una risposta. Ieri Pedrazzini ha pure detto che «verosimilmente questa iniziativa ci spingerà a prendere contatto con i comuni coinvolti. Tuttavia, la procedura di aggregazione oggetto dell’istanza non è ancora giunta sul tavolo del governo».

“Il consenso è necessario”. Sempre evitando di entrare nel merito, il consigliere di Stato ieri ha confermato quanto aveva scritto nell’edizione del 10 novembre scorso sulle colonne del “Popolo e Libertà”: «A differenza di quanto appare evidente per le periferie (e cioè che il rafforzamento dei comuni passa inevitabilmente per l’alterazione, se necessario in forma coatta), negli agglomerati l’alterazione è una proposta politica che deve avere il consenso dei cittadini. E non è, a mio giudizio, l’unica strada percorribile, né l’unica che deve prendere in considerazione il Cantone». A meno che non si voglia considerare il Comune di Muzzano come periferia, il messaggio appare chiaro: non si può obbligare il paese ad aggregarsi con la città di Lugano.

E nemmeno il Tribunale federale, se si dovesse arrivare a tanto, ha aggiunto ieri Pedrazzini, potrebbe imporre una fusione coatta a un Comune che non si trova in difficoltà finanziarie, né ha problemi a reperire persone che si impegnano nella politica locale.

Questo non significa ancora che il Cantone sia davvero disposto a interrompere la procedura. Procedura che, nonostante l’effetto sospensivo deciso dal Servizio ricorsi del Consiglio di Stato, è destinata a proseguire, almeno da parte della città. Prossimamente comunque il governo cantonale dovrà pronunciarsi in merito ai ricorsi presentati dal Legislativo, da nove consiglieri comunali e dal Municipio. A.R.

[LaR]

1 commento a “Muzzano - “Si sospenda la fusione””

  1. Massimo D’Onofrio » Muzzano: alcuni municipali spingono verso l’aggregazione a senso unico scrive:

    […] Reputo molto arrogante i metodi utilizzati dalla solita maggioranza del municipio di Muzzano, composta anche da dipendenti della Città (Cfr. LaR del 25.1.07), la quale spinge verso un’aggregazione a senso unico verso Lugano. Che la città dimostri grande interesse per il nostro comune, servito sul piatto d’argento, è comprensibile per tutti. Ci si chiede però del perché si ignori la volontà della maggioranza trasversale (13/21) del Consiglio comunale, che chiede uno studio da ben 3 anni, ma soprattutto si ignori la volontà della popolazione che ha chiesto di sospendere questa procedura insensata attraverso una petizione firmata da 310 muzzanesi iscritti al catalogo elettorale (che conta ca. 534 persone, e quindi rappresenta il 60% dei voti ed il 75% della popolazione) ed invece si dia ampio risalto all’iniziativa di uno sparuto gruppo pro-annessione-immediata-a-Lugano composto da una decina di persone guidate da un liberale. […]

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