Quei sindaci dipendenti della città

Scritto da max, Giovedì 25 Gennaio 2007

La RegioneVignetta

Non c’è collisione d’interesse, ma “meglio restare al di sopra delle parti”

Sono dipendenti della città. Nel contempo svolgono la funzione di capi dell’amministrazione comunale dei paesi coinvolti nel progetto di aggregazione con Lugano. Si tratta dei sindaci di Barbengo Sandro Casella, di Cadro Fabrizio Beretti e di Muzzano Gianluigi Vannini.

Questo “doppio ruolo” potrebbe dare adito a speculazioni fuorvianti. Nei paesi c’è infatti chi punta il dito contro tale presunta anomalia. Anche per sgombrare il campo da possibili interpretazioni equivoche, abbiamo chiesto un parere all’ex responsabile della Sezione enti locali Eros Ratti.
Si può parlare di conflitto d’interessi nel caso in cui un sindaco di un paese si schiera a favore di una fusione con un Comune di cui è dipendente? «Dal profilo formale, non esiste un grado di collisione d’interessi - risponde l’autore de “Il Comune”, “bibbia” dell’amministrazione comunale. L’avvio di una procedura di aggregazione è uno strumento democratico. In questo caso, non si rileva quindi l’interesse particolare, perché il sindaco non ne trae un vantaggio personale».
D’altra parte, il sindaco non può esimersi dal prendere una decisione favorevole o contraria al progetto. «Facendo parte del Municipio è in un certo senso obbligato a prendere posizione - prosegue Ratti -. Tuttavia, per ragioni morali, etiche e di opportunità politica è meglio che non agisca in prima persona. Essendo l’aggregazione un argomento molto delicato, per il quale la cittadinanza è parecchio sensibile, il sindaco dovrebbe cercare di mantenersi al di sopra delle parti, evitando così di tenere il piede in due scarpe».
In altre parole, sarebbe meglio non esporsi in primo piano cercando invece di captare la preoccupazione di chi non la pensa allo stesso modo. «È una questione di sensibilità del politico capire quando è corretto esprimersi», conclude Ratti.

[LaR]

1 commento a “Quei sindaci dipendenti della città”

  1. Massimo D’Onofrio » Muzzano: alcuni municipali spingono verso l’aggregazione a senso unico scrive:

    […] Reputo molto arrogante i metodi utilizzati dalla solita maggioranza del municipio di Muzzano, composta anche da dipendenti della Città (Cfr. LaR del 25.1.07), che spinge verso un’aggregazione a senso unico verso Lugano. Che la città dimostri grande interesse per il nostro comune, servito sul piatto d’argento, è comprensibile per tutti. Ci si chiede però del perché si ignori la volontà della maggioranza trasversale (13/21) del Consiglio comunale, che chiede uno studio da ben 3 anni, ma soprattutto si ignori la volontà della popolazione che ha chiesto di sospendere questa procedura insensata attraverso una petizione firmata da 310 muzzanesi iscritti al catalogo elettorale (che conta ca. 534 persone, e quindi rappresenta il 60% dei voti ed il 75% della popolazione) ed invece si dia ampio risalto all’iniziativa di uno sparuto gruppo pro-annessione-immediata-a-Lugano composto da una decina di persone guidate da un liberale. […]

Scrivi un commento