Chernobyl chiama Ticino
Scritto da max, Mercoledì 7 Febbraio 2007
Muzzano ospiterà ancora i bambini bielorussi
Il Municipio ha deciso di organizzare anche quest’anno il soggiorno dei bambini provenienti da Chernobyl, dove nel 1986 una nube tossica contaminò aria e terra.
Dalla Bielorussia al Ticino. I bambini di Chernobyl potranno tornare anche quest’anno per soggiornare un mese nel nostro Cantone: a Muzzano. Il progetto, attivo dal 2004, è gestito dall’associazione bielorussa «Noi Rinascita», che si occupa di iniziative umanitarie a favore delle vittime del disastro ambientale. A Chernobyl ci sono ancora residui di scorie nell’aria, e la situazione sociale non è delle migliori per un’adolescenza sana. Da qui le varie iniziative (ci sono più associazioni attive per risolvere il problema) per portare i bambini lontano dalla Bielorussia per un certo periodo di tempo, utile per lo meno a ristabilire la loro salute.
Proprio tre anni fa «Noi Rinascita» aveva chiesto ai comuni ticinesi la disponibilità ad ospitare giovani dai 6 ai 16 anni, e Muzzano (con Claro, Poschiavo e Ascona) aveva risposto «presente» all’appello. Quest’anno il Municipio ha deciso - con l’approvazione del Consiglio comunale - di ripetere per il quarto anno l’iniziativa.
Ospitare un bambino straniero può creare qualche apprensione. A questo proposito abbiamo chiesto ad una famiglia di Muzzano di raccontarci la loro esperienza.
Mario Prati, 70.enne, e sua moglie hanno accolto per due estati Roman, un bambino di nove anni della regione di Chernobyl. «È stata un’esperienza tutto sommato positiva - ci racconta Mario - era come una relazione tra nonno e nipote». Roman non aveva particolari malattie, ma era debole e fragile fisicamente. Questo tuttavia non gli ha impedito di fare passeggiate in montagna, giocare, andare in piscina e aiutare la famiglia a prendersi cura del giardino. «Era un ragazzo molto educato e servizievole. I primi giorni era in panico, ma credo fosse normale per un adolescente della sua età». I problemi maggiori erano legati alla mancanza di comunicazione dovuta alla lingua e alle poche informazioni sul suo stato di salute (eventuali bisogni alimentari, allergie ecc). A causa di impegni, la famiglia Prati non potrà ospitare Roman quest’anno, ma è sempre in contatto con lui: «Ci scriviamo a Natale, lui dice che vuole ritornare a trovarci e ci ha anche invitato in Bielorussia». Insomma, Mario e sua moglie ricordano Roman con piacere: «abbiamo dei nipoti di quell’età, e quando lo abbiamo ospitato siamo stati contenti di ritornare ad occuparci di bambini».[CdT]


1 commento a “Chernobyl chiama Ticino”
12 Febbraio 2007 alle 11:45
[…] Un comune deve avere una vitalità ed una progettualità, e Muzzano vanta una grande tradizione di associazioni e gruppi che si attivano in occasione di svariate iniziative: il progetto Chernobyl, l’Azienda agricola l’Orto, il Carnevale, il Brunch, la Sagra delle Piazzette, i Concerti, le Serate astronomiche organizzate da Le Pleiadi, ecc. Un comune deve avere una solida base finanziaria per mantenersi indipendente, e Muzzano vanta un moltiplicatore minimo teorico del 66% tenuto al livello “politico” del 75%. Da notare che in caso di annessione a Lugano, questo è garantito solo fino alla fine della presente legislatura e potrebbe quindi aumentare a discrezione della città!! Esistono già varie collaborazioni tra Muzzano ed i Comuni limitrofi che hanno dimostrato la loro validità e funzionalità: ricordo che nella parte sulla piana del Vedeggio si trova una fiorente area industriale che conta, oltre alla pista dell’Aeroporto, anche la sede delle AIL e del Corriere del Ticino. Inoltre il nostro comune non soffre di problemi demografici e resta uno dei quartieri residenziali più ambiti, come dimostrano il numero di case mono-famigliari in costruzione sul territorio. […]
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