Serata regolare in ‘zona Cesarini’
Scritto da max, Mercoledì 14 Febbraio 2007
Pedrazzini: ‘Abbiamo sollecitato noi la decisione’
Potrebbe dare adito a interpretazioni fuorvianti la decisione del Consiglio di Stato di respingere i ricorsi sul processo di aggregazione tra Muzzano e Lugano, presa proprio ieri, poche ore prima della serata informativa. «Per evitare possibili malintesi – dichiara il consigliere di Stato Luigi Pedrazzini – abbiamo sollecitato noi le decisioni al Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato. Decisioni che peraltro erano già pronte sui ricorsi pendenti da mesi. Non c’erano sistemi per fermare la serata informativa. Certo, arrivano in zona Cesarini, ma meglio prima che dopo l’incontro pubblico».
Il Consiglio di Stato ha evaso ieri mattina tre ricorsi sulla procedura di aggregazione fra la città e Muzzano, senza entrare nel merito. Due (uno firmato dalla maggioranza del Legislativo, l’altro da otto consiglieri comunali) erano rivolti contro l’iniziativa del Municipio di Muzzano di avviare una fusione con Lugano. Il terzo contestava invece la decisione del Consiglio comunale che in sostanza chiedeva la sospensione della procedura avviata dall’Esecutivo. Sulle opposizioni, lo ricordiamo, il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato aveva deciso un effetto sospensivo valido fino a ieri, anche se ignorato dalla maggioranza del Municipio di Muzzano che all’inizio del mese aveva deciso di organizzare una serata pubblica (cfr. laRegioneTicino di giovedì 8 febbraio).
Il Consiglio di Stato ha evaso ieri mattina tre ricorsi sulla procedura di aggregazione fra la città e Muzzano, senza entrare nel merito. Due (uno firmato dalla maggioranza del Legislativo, l’altro da otto consiglieri comunali) erano rivolti contro l’iniziativa del Municipio di Muzzano di avviare una fusione con Lugano. Il terzo contestava invece la decisione del Consiglio comunale che in sostanza chiedeva la sospensione della procedura avviata dall’Esecutivo. Sulle opposizioni, lo ricordiamo, il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato aveva deciso un effetto sospensivo valido fino a ieri, anche se ignorato dalla maggioranza del Municipio di Muzzano che all’inizio del mese aveva deciso di organizzare una serata pubblica (cfr. laRegioneTicino di giovedì 8 febbraio).
Le decisioni sono suscettibili di ricorso al Tribunale amministrativo cantonale. Sottolineano, scrive il Consiglio di Stato in un comunicato diramato ieri, che in base alla legge cantonale sulle aggregazioni è data competenza al Municipio di avviare in modo indipendente un processo di aggregazione. Non sono pertanto dati gli estremi per accogliere i ricorsi interposti contro la decisione del Municipio di Muzzano. E non è nemmeno possibile sospendere una procedura avviata dal Municipio perché lo richiede una decisione del Consiglio comunale. La legge cantonale parla chiaro e non prevede che gli organismi comunali debbano avere necessariamente una posizione univoca sull’avvio di un processo di aggregazione. Il Consiglio di Stato rileva inoltre che la presa di posizione della maggioranza del Legislativo di Muzzano non adempie i requisiti per l’avvio di uno studio di aggregazione alternativo a quello deciso dalla maggioranza del Municipio, poiché non è determinato il comprensorio dello studio. L’istanza, con le sue 310 firme, implicitamente, visto che propone i medesimi argomenti dei ricorsi, otterrà la stessa risposta, ci spiega Pedrazzini, che afferma: «Quando il Consiglio di Stato verrà investito di questo caso valuterà tutti gli aspetti della questione. Tuttavia, non tocca a noi esprimere una posizione in questa fase. Casomai spetta al Municipio. I nodi verranno eventualmente al pettine in sede di consultazione popolare».
[LaR]


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