Aggregazioni: Nessuna pressione da parte di Lugano
Scritto da max, Giovedì 15 Febbraio 2007
La Città rallenta: «Muzzano ci pensi». Alla luce della serata pubblica di martedì, il Municipio di Lugano ha deciso di lasciare alla popolazione di Muzzano tutto il tempo necessario per approfondire la tematica.
«Non vogliamo forzare la mano a nessuno, non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo ora». Giorgio Giudici era stato chiaro l’altra sera nel corso della serata informativa sul progetto di aggregazione tra Muzzano e Lugano (cfr. il Giornale del Popolo di ieri). Pur “magnificando” i reciproci vantaggi che, a mente sua, l’operazione potrà avere («qualcosa di ineluttabile comunque», ha aggiunto con molto schiettezza), il sindaco della Città ha parlato di pieno rispetto delle convinzioni e della volontà altrui.
Parole le sue che, lo ribadiamo, qualche breccia l’hanno prodotta negli indecisi o negli scettici. Ma a Giudici non è sfuggita né la spaccatura prodottasi nella cittadinanza di Muzzano né certo malumore nei confronti della maggioranza del Municipio che avrebbe imposto dall’alto il modo di procedere senza adeguata informazione preventiva e trasparenza. Non è sfuggito nulla di tutto ciò al sindaco e nemmeno che quello del “fronte della resistenza” non è un “no” di principio alla fusione con Lugano.
E allora alla parole ha fatto immediatamente seguire i fatti. Nella riunione di ieri, il sindaco della Città ha infatti informato i sei colleghi di Esecutivo e ne è uscita una presa di posizione collegiale all’insegna, appunto, del massimo rispetto della controparte (Municipio, Consiglio comunale e popolazione). «Sensibili alle preoccupazioni espresse dalla popolazione di Muzzano – si legge nelle nota diffusa ai media – la quale in sostanza non si oppone ad una aggregazione, ma che desidera poter valutare adeguatamente gli obiettivi descritti nel dossier a schede modulari che verrà pubblicato sul nostro sito internet www.lugano.ch, il Municipio di Lugano ritiene di assicurare alla stessa un periodo di approfondimento e di riflessione».
Nessuna fretta, insomma, ma tutto il tempo necessario per soppesare pro e contro, aspetti intriganti e lati oscuri; per ponderare e decidere, infine, in tutta libertà e convinzione quando arriverà il momento di dire “si” oppure “no”. Se poi questo “tempo necessario” dovesse essere di due o tre mesi oppure di due o più anni lo dirà la storia. Senza che nel laghetto siano versate inutili lacrime d’amore o di odio.
[GdP]



1 commento a “Aggregazioni: Nessuna pressione da parte di Lugano”
14 Luglio 2007 alle 12:52
[…] Sconcerto per i muzzanesi che avevano creduto alle parole del Sindaco di Lugano, Giorgio Giudici, professate lo scorso febbraio nel corso della famosa serata informativa: «Non vogliamo forzare la mano a nessuno, non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo ora». (cfr. post GdP 15.2.07) Il maldestro tentativo di forzare la mano c’è stato eccome! Ma per fortuna è stato fermato sul nascere da un’avveduta istituzione cantonale (ndr CdS), a sua volta bacchettata dal TRAM poco tempo fà sulla stessa questione. […]
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