L’opinione: «Aggregazioni: non è solo un affare tra politici»
Scritto da max, Venerdì 16 Febbraio 2007
Qualcuno ha voluto interpretare le recenti decisioni del Governo sui ricorsi contro l’agire del Municipio e del Consiglio Comunale di Muzzano, come un segnale a favore del processo di aggregazione avviato dall’Esecutivo muzzanese in accordo con quello di Lugano. Il Governo ha in effetti stabilito che il Municipio di Muzzano ha operato nell’ambito delle sue competenze e che l’avvio di un processo di aggregazione proposto da un Municipio non può essere interrotto da una decisione di segno opposto del CC.
È pure stato oggetto di critiche il fatto che la decisione sia giunta nel giorno stesso in cui era programmata una serata informativa a Muzzano, in modo tale da permettere l’organizzazione della stessa togliendo l’effetto sospensivo provocato dai ricorsi (rilievo non corretto perché la decisione del Municipio di Muzzano di indire una serata informativa non era comunque oggetto di sospensione). Premesso che il Governo non si è espresso sul merito del progetto d’aggregazione, la decisione del CdS ha avuto il pregio di fare chiarezza sulle procedure in corso e quindi di favorire, nella serata informativa, un confronto di sostanza e non di forma. Non ero presente a Muzzano. Ho letto delle perplessità espresse dalla maggioranza dei presenti sull’operato del Municipio di Muzzano, perplessità di cui, dicono i giornali, anche il sindaco di Lugano ha dovuto prendere atto (e le conseguenze non si sono fatte attendere dal momento che il Municipio cittadino ha sospeso la presentazione del messaggio per l’aggregazione con Muzzano). Sbarazzato il campo, con le decisioni del Governo, dai veti procedurali incrociati, mi sembra che la tormentata serata d’informazione dell’altra sera abbia creato l’opportunità, per chi la vorrà cogliere, di impostare su nuovi binari il tema dell’organizzazione dei comuni nell’agglomerato del luganese e, in particolare, quello dell’estensione della città verso nuovi confini. Alla luce di quanto successo mi pare innanzitutto evidente che un Municipio di un comune che intende promuovere un processo di aggregazione con la città o con altri comuni, non può agire senza coinvolgere il Legislativo e senza cercare direttamente il confronto con la sua popolazione. Certo: la legge permette quanto ha fatto la maggioranza municipale di Muzzano, ma il processo di aggregazione è in primo luogo un processo politico, non giuridico, e per questo il coinvolgimento e il consenso vanno ricercati. Anche Lugano dovrà trarre da questa vicenda qualche insegnamento utile per impostare diversamente i rapporti con i comuni della regione. La dichiarazione unilaterale di volere fortemente un matrimonio, contando sul sostegno di una maggioranza di municipali, o di una minoranza di cittadini, per avviare la procedura d’aggregazione, troverà ostacoli sempre maggiori: l’aggregazione deve essere un matrimonio consapevole fra i cittadini delle comunità interessate, non fra gli amministratori comunali. Se non sussistono le premesse per realizzarla, vanno approfondite altre strade, nel segno della collaborazione e del rispetto dell’autonomia comunale.
LUIGI PEDRAZZINI,
presidente del Consiglio di Stato[GdP]


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