La Città non impone nulla, cerca consenso “dal basso”

Scritto da max, Lunedì 19 Febbraio 2007

Giornale del PopoloAGGREGAZIONI Lo ribadisce il Municipio, ricordandolo al Legislativo

La politica delle fusioni privilegia sempre il dibattito democratico. La finalità ultima rimane tuttavia quella di sottoporre i vari progetti al voto della popolazione.
La Città si è data un codice di comportamento ben preciso in fatto di aggregazioni. Un codice basato sul mutuo rispetto. Non vuole imporre nulla dall’alto né tanto meno fagocitare nessuno.

L’interlocutore può e deve decidere in tutta libertà e convinzione se partecipare o no. Sono questi concetti chiari e ben definiti già espressi dal sindaco Giorgio Giudici nel corso della recente, e a tratti burrascosa, serata pubblica tenutasi in quel di Muzzano laddove c’è stata contestazione sugli accordi presi dall’Esecutivo con la Città (non di prin­cipio, ma pur sempre contestazione, e piuttosto massiccia). Concetti che il Municipio cittadino ha voluto ribadire con forza e chiarezza nel messaggio – trasmesso al Consiglio comunale – concernente il progetto per la seconda fase di aggregazioni che comprende il Comune di Carabbia (allegate le schede modulari). Una strategia e filosofia del procedere che non lasciano spazio a equivoci di sorta. «Nerbo dell’intero processo di creazione della Nuova Lugano – sottolinea il Municipio – è la capacità di suscitare un consenso “dal basso”, un ruolo centrale è sempre stato assunto da tutte le municipalità dei Comuni interessati, che hanno saputo coinvolgere la popolazione pur in presenza di dissensi, contrasti o divisioni». L’Esecutivo della Città precisa altresì «di accettare, anzi ricercare il dibattito democratico, ricordando però come la finalità ultima dei processi di aggregazione resti sempre quella di sottoporre i medesimi al voto della popolazione, così come vuole la legge». E a chi obietta che la votazione prevista dalla legge è comunque, e pur sempre, di natura consultiva? Disquisizione inutile, che lascia il tempo che trova, replica il Municipio: «Il tema è già stato oggetto di un pronunciamento da parte del Tribunale federale, ma Lugano, coerentemente con tutte le aggregazioni sin qui realizzate con la Città, non intende in alcun modo sollecitare integrazioni coatte di altri Comuni. Il consenso popolare resta dunque la condizione basilare per perfezionare i processi aggregativi nel nostro comprensorio».
L’obiettivo principale delle proposte di fusione – ricorda ancora il Munici­pio cittadino al CC ed anche a chi ha orecchie per intendere (ossia ai Co­muni che in questo processo si inten­de democraticamente coinvolgere) – è lo sviluppo socioeconomico della Città e della sua regione di appartenenza. Si cerca, insomma, di coagulare le forze istituzionali del comprensorio attorno ad un grande progetto comune che sappia valorizzare compiutamente tutte le risorse dell’agglomerato luganese, evitando la loro dispersione in troppi poteri locali. Si vuole una Lugano come un “cantiere in continua evoluzione” il cui cittadino resti primo attore della politica comunale ovunque si estenderanno i suoi confini. (RED)

[GdP]

1 commento a “La Città non impone nulla, cerca consenso “dal basso””

  1. max scrive:

    Belle parole, ma è sfuggito un concetto basilare per il cittadino muzzanese: il principio della libertà di scelta non deve essere limitato a “Lugano sì / Lugano no”. Questo è l’attuale problema di indire una votazione popolare troppo affrettata.

    Evitiamo quindi di semplificare troppo, distogliendo l’attenzione dagli abusi democratici che stiamo subendo. La polarizzazione che si tenta di fare passare è una forzatura voluta da una stretta maggioranza del nostro Esecutivo contro il volere della maggioranza dei muzzanesi!

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