Il Municipio vuole fare ‘pace’
Scritto da max, Mercoledì 21 Febbraio 2007
Muzzano e Lugano, convocati i capigruppo in Cc.
«Riprendere il dialogo con il Consiglio comunale e con la popolazione per coinvolgerli attivamente nella procedura di aggregazione» con la città. Lo ha deciso, nella seduta di lunedì sera, il Municipio di Muzzano, «con spirito costruttivo e conciliativo e facendo anche seguito all’invito del presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini». Una seduta durante la quale l’Esecutivo ha preso atto ufficialmente delle decisioni del governo cantonale sui tre ricorsi (cfr. laRegioneTicino del 14 febbraio), due dei quali provenienti dal Consiglio comunale uno dal Municipio.
Municipio che, recita una nota diramata ieri, «constata con soddisfazione che i primi due ricorsi che domandavano l’annullamento della risoluzione municipio del 13 ottobre con cui veniva avviata la procedura di aggregazione di Muzzano con Lugano, sono stati respinti e pertanto la risoluzione è pienamente confermata e la sospensiva tolta». D’altra parte, prosegue il comunicato, «il ricorso del Comune di Muzzano contro le decisioni del Consiglio comunale straordinario e informale dei 31 ottobre è stato evaso ai sensi dei considerandi, ossia che le stesse, pur legittime, sono state adottate al di fuori della Legge organica comunale e non sono giuridicamente vincolanti ». Evitando ulteriori commenti politici, il Municipio invita la presidente del Consiglio comunale a convocare i capigruppo del Legislativo «per costituire con essi una delegazione incaricata di incontrare l’Esecutivo sulla base di un documento di lavoro da essa allestito in cui siano esposti gli argomenti sull’aggregazione da discutere insieme».
L’Esecutivo di Muzzano «assicura che curerà in modo particolare l’informazione più ampia e trasparente possibile affinché sia garantita la formazione democratica della volontà popolare sull’aggregazione comunale». Mentre su www.lugano.ch le schede sull’aggregazione non sono ancora state pubblicate, verrebbe da dire meglio tardi che mai. Anche se, forse, i ‘buoi sono ormai fuori dalla stalla’.
[LaR]


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