Muzzano, altro ricorso

Scritto da max, Sabato 10 Marzo 2007

La RegioneFusione con la città, ci si appella al Tribunale amministrativo Schieramento trasversale contro la decisione del Consiglio di Stato
Si preannuncia probabilmente una nuova sospensione, stavolta forzata, per la procedura di aggregazione tra Lugano e Muzzano. Un gruppo di cittadini, esponenti di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio comunale del paese, ha infatti presentato ricorso al Tribunale amministrativo cantonale (Tram) contro la decisione del Consiglio di Stato del 13 febbraio scorso che ha respinto le precedenti opposizioni.

Non sono dunque apparse sufficienti le recenti aperture dell’Esecutivo di Muzzano: «Il conciliante gesto del Municipio, tendente a riaprire il dialogo con Legislativo e popolazione – si legge nella nota stampa diramata ieri – non garantisce l’esecuzione dello studio richiesto e la possibilità di scegliere con chi eventualmente proporre l’aggregazione». In altre parole, ricercare il consenso adesso, a procedura già avviata, anche se corretto dal punto di vista legale, non si è rivelata una scelta strategica. E nemmeno è bastata la pausa di riflessione concessa dal Municipio di Lugano, dopo che il sindaco ha preso atto del malumore nella serata informativa del 13 febbraio, per consentire alla popolazione di Muzzano di valutare gli obiettivi descritti nelle schede modulari. Schede che l’Esecutivo cittadino avrebbe dovuto pubblicare su www.lugano.ch, dove peraltro ieri mattina si leggeva che «i documenti riguardanti le aggregazioni con Barbengo, Carabbia, Muzzano e Villa Luganese sono in fase di preparazione». Tuttavia, i ricorrenti non sono contro l’aggregazione con la città. Chiedono di interrompere la procedura per avere la possibilità di valutare con calma tutte le opzioni possibili con i comuni confinanti, prima di intraprendere un passo senza ritorno come quello di porre fine alla vite del Comune.

I ricorrenti sottolineano che fu «il Legislativo il primo organo a parlare di aggregazioni nel comune di Muzzano, richiedendo la realizzazione dello studio che avrebbe permesso il dialogo con la popolazione». Come peraltro richiesto dai cittadini nell’istanza con 310 firme presentata al governo, e come votato dal Legislativo tre anni fa « solo uno studio completo e approfondito sulle possibili aggregazioni, offrirebbe alla popolazione la possibilità di valutare con cognizione di causa la scelta migliore per il nostro Comune». Il ricorso al Tram, prosegue il comu­nicato stampa diramato ieri, «non dev’essere interpretato come segno di chiusura alla richiesta di collaborazione del Municipio, ma come mezzo per tutelare la volontà e i diritti democratici della popolazione di Muzzano auspicando che nel più breve tempo possibile si raggiunga un’intesa che dia avvio allo studio più volte sollecitato». A.R.

[LaR]

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