Su The Telegraph è stata pubblicata una ricerca svolta da MoneySupermarket che compara il prezzo medio in Europa per ogni 1Mbps di velocità di connessione in banda larga asincrona (ADSL), ovvero il costo relativo allo scaricamento di 1megabit di informazioni al secondo.

Le differenze tra nazione e nazione sono notevoli e spiegabili solo in parte con i costi di infrastruttura. Sembrano infatti influire molto i fattori di mercato come la mancanza di concorrenza ed il potere d’acquisto più che questioni meramente tecniche.
Al primo posto la Svezia con EUR 0.48 (CHF 0.79), seguita già con ampio distaccodalla Francia a EUR 1.23 (CHF 2.00), la Finlandia a EUR 1.41 (CHF 3.46) e l’Italia a EUR 1.71 (CHF 4.20). La Svizzera è solo alla 18.ma posizione con EUR 16.80 (CHF 27).
Credo che sia d’obbligo in Svizzera una riflessione sull’accessibilità alle informazioni e sulle famose condizioni quadro tanto decantate dai politici in campagna elettorale. I cittadini svizzeri pagano in media ben 34 volte di più di alcuni loro vicini nordici a riprova che il costo della vita da noi è artificiosamente tra i più alti del mondo.
Nessuno ne parla volentieri, ma ormai l’accesso alle informazioni online è un fattore discriminante per una larga fascia di popolazione che non ha i mezzi per accedere all’eGovernment, ai motori di ricerca di informazioni o ai prezzi vantaggiosi che si possono trovare online. Fino a quando non verranno trovate soluzioni democratiche al superamento di queste barriere, è inutile pensare di vivere in una società dove sono garantite condizioni di uguaglianza a tutti i cittadini.
La panacea politica propinataci fin’ora per giustificare questa situazione è fondamentalmente la solita ricetta basata sulla concorrenza, ma i fatti dimostrano che non è possibile instaurare un regime di concorrenza quando si parte da una situazione di quasi monopolio sulle infrastrutture di base (proprietà Swisscom). Quanti anni sono stati necessari per abbattere il muro del cosiddetto “ultimo miglio”? La tecnologia avanza veloce e presto si potrà accedere alla banda larga via etere saltando questo problema di cablaggio sotterraneo, ma i costi restano proibitivi per semplice opportunità imprenditoriale e comparazione alla situazione storica.
I margini sono troppo grandi per permettere un sano sviluppo democratico della fruizione dell’informazione. Urge un intervento statale.
Parlamentari ticinesi e svizzeri, sveglia!
Massimo D’Onofrio