Una sana sfiducia

Scritto da max, Giovedì 13 Settembre 2007

cdtI recenti avvenimenti truffaldini impongono qualche riflessione da parte dei reggitori delle amministrazioni comunali e, in generale, dei responsabili della cosa pubblica.

Nei tempi lontani in cui frequentavo la scuola, il professore di contabilità insegnava che il principio di una buona amministrazione era una sana sfiducia. E ci spiegava che quando si tratta di soldi non c’è amicizia che tenga. Va bene essere colleghi, amici, compagni di partito, parenti ecc.: i controlli sono d’obbligo, non ci si può basare sulla fiducia, sulla persuasione che tutto sia in ordine, sulla serietà e sull’onestà di chi gestisce la cassa.

E questo insegnamento del mio vecchio professore, specialmente di questi tempi, si rivela quanto mai saggio e trova una lapalissiana dimostrazione negli eventi del nostro beato Ticino. A Taverne, il segretario comunale e accoliti sono accusati di malversazioni a decorrere dal 1998, idem a Muzzano. In quest’ultimo comune, quando si trattava di procedere a ispezioni contabili, il vicesegretario-contabile era ammalato o latitante: queste assenze non avrebbero dovuto far sorgere qualche sospetto nei responsabili della cosa pubblica?
No, per il Municipio il funzionario incriminato svolgeva i suoi incarichi «a piena soddisfazione», però ci mancava poco che l’accusato vendesse anche la scrivania del sindaco. Poi, venuto a galla il tutto, è ancora il Municipio «che deplora innanzitutto il tradimento della propria fiducia da parte del funzionario».

Bravo professore di onorata memoria! Avevi proprio ragione!

E mi è venuto da ridere quando ho visto apparire alla televisione un abbacchiato sindaco a spiegare l’accaduto.
Penso che in questi casi parlare di negligenza non sia sbagliato!

Lettera anonima
[CdT]

1 commento a “Una sana sfiducia”

  1. max scrive:

    Non mi sembra che abbia tutti i torti l’autore anonimo di questa letterina “pepata” al CdT.

    Sarà interessante leggere cosa risponderà il Sindaco!

    max ;-)

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