Ecoscandalo di Muzzano: ‘Legalità o si chiude il cantiere’
Scritto da max, Martedì 20 Novembre 2007
Radiogiornale Radio3iii delle 17.45 (clicca per ascoltare)
Dura presa di posizione del Dipartimento del Territorio
Ecoscandalo di Muzzano, la cronostoria del Dipartimento del territorio. “Attualmente - si legge nella nota odierna del Dipartimento - è in corso a Muzzano in zona ex Casa Coray un importante cantiere per l’edificazione della nuova Residenza Parco Lago, oggetto che ha ottenuto la licenza edilizia comunale. L’esecuzione dei piani interrati, data la vicinanza al lago, ha richiesto l’abbassamento del livello della falda. Tale operazione è stata autorizzata dalla Divisione dell’ambiente il 24 settembre a una serie di condizioni”.
“All’inizio di novembre i servizi cantonali preposti hanno avviato delle verifiche sul cantiere di Muzzano, poiché erano stati segnalati intorbidimenti anomali delle acque del lago Ceresio e della Roggia Cremignone”.
“I campioni prelevati dalle acque delle tubazioni provenienti dal cantiere hanno dimostrato la non conformità di alcuni parametri all’Ordinanza federale sulla protezione delle acque. In particolare, le sostanze in sospensione (di natura minerale: sabbie fini e limo) eccedevano il limite concesso di 30-50 volte e il valore limite per gli idrocarburi totali era lievemente superato. La lettura di queste analisi ha portato quindi a un primo risultato: nelle acque provenienti dallo scavo immesse nella roggia Cremignone e nel lago vi era una importante quantità di materiale di origine naturale, con tracce di idrocarburi dovute probabilmente a perdite dei mezzi meccanici di cantiere”.“A seguito dei risultati delle analisi, la Sezione protezione aria, acque e suolo (SPAAS) ha accertato sul posto che parte delle condizioni poste sia nella licenza di costruzione, sia nell’autorizzazione ad abbassare la falda, non erano state rispettate. Per questo motivo ha intimato all’istante beneficiario della licenza edilizia di procedere al risanamento della situazione entro il 26 novembre 2007″.
“L’impatto sull’ecosistema acquatico di questi scarichi è stato importante, in particolare per la Roggia Cremignone che, dal punto di immissione sino alla foce con il Ceresio, risulta gravemente compromessa dal materiale fine scaricato. Si può quindi supporre l’annientamento della biocenosi acquatica comprese le componenti piscicole. I servizi tecnici del Cantone dovranno valutare anche l’impatto sul lago Ceresio, aspetto meno evidente e limitato alla fascia litorale”.
“Nonostante l’importante danno a livello ecologico locale, l’episodio non comporta nessun rischio per la salute dell’uomo e la salubrità delle acque lacustri. Infatti, le sostanze scaricate e le loro concentrazioni non hanno alcun effetto di tossicità”.
“La Divisione dell’ambiente quale misura urgente ha intimato ai responsabili del cantiere la rimozione completa con effetto immediato di tutto il materiale fine attualmente depositato nell’alveo della Roggia Cremignone, con lo scopo di riportare la situazione allo stato antecedente. Parallelamente, il caso è stato segnalato al Ministero Pubblico per gli accertamenti e le valutazioni di sua competenza”.“Il 27 novembre è previsto il collaudo delle misure attuate per il corretto trattamento delle acque provenienti dallo scavo. Trascorso tale termine e in mancanza di un impianto efficace per questo trattamento, sarà revocata l’autorizzazione della Divisione dell’ambiente per lo scavo e il pompaggio delle acque della falda”.
Il Cantone auspica “che i passi intrapresi e la collaborazione di tutti possano ricondurre a una situazione di legalità e di pieno rispetto delle caratteristiche ambientali del corso d’acque e del litorale lacustre, senza dover ricorrere a misure estreme”.
Dura presa di posizione del Dipartimento del Territorio

1 commento a “Ecoscandalo di Muzzano: ‘Legalità o si chiude il cantiere’”
2 Dicembre 2007 alle 21:50
E adesso sarebbe anche opportuno andare a verificare le condizioni di lavoro e salariali degli operai che lavorano sul cantiere della Residenza Parco Lago di Muzzano!!!Finalmente il Dipartimento del territorio ha tirato fuori gli attributi e sfidando le minacce dei promotori immobiliari ha deciso di chiudere il cantiere della residenza Parco Lago di Muzzano! Ma cosa si minacciano ‘sti avventurieri del mattone?!!! Gliele diamo noi le minacce, a badilate sul groppone!
I lavori a Muzzano potranno riprendere soltanto quando sarà stato realizzato e collaudato l’impianto di depurazione dell’acqua pompata dalla falda che su quel cantiere – come su tutti gli altri che vengono impiantati in riva a corsi d’acqua – avrebbe dovuto esserci e funzionare fin dall’inizio dei lavori!
Invece qui, per di più in una zona altamente protetta, l’impianto non c’era: l’acqua di scavo veniva gettata prima nel riale Cremignone e poi nel lago, insieme a tonnellate di fanghiglia e residui di idrocarburi!!!
Abbiamo preso atto che finalmente, dopo un paio di settimane, si è mossa anche la Magistratura, che in altri casi è solitamente molto più sollecita. Ma alla fine, ciò che conta, è il risultato.
Non solo: il Dipartimento di Marco Borradori ha giustamente chiesto ai promotori del progetto anche delle garanzie finanziarie, perché se questa banda di speculatori senza scrupoli che viene dalla periferia ricca di Zurigo pensa di cavarsela senza pagare una maximulta e senza coprire fino all’ultimo centesimo i costi ambientali causati si sbaglia di grosso!
Di gente di questo tipo, lo abbiamo già scritto domenica scorsa, in Ticino non ne abbiamo bisogno! E quello che è accaduto sul cantiere in zona Coray speriamo servirà da esempio a tutti quelli che pensano che il Ticino sia una specie di Burundi dove si può venire con quattro gru e qualche scavatrice a fare tutto quello che si vuole! Speriamo anche che la vicenda serva da esempio a tutti quei comuni dove i municipi tollerano per compiacenza più o meno interessata abusi e scempi edilizi!
Adesso sarebbe anche opportuno che qualche ispettore cantonale vada a controllare come funzionano le cose su quel cantiere dal profilo della legge sul lavoro, dei salari e dei contributi sociali!!! Anche perché dei due titolari della DFL di Chiasso, l’immobiliare che gestisce il cantiere, ossia il norvegese (uella!) Geir Peter Lindkwist e lo zucchino Urs Peter Fehlmann, le autorità a questo punto non si devono più fidare!
Sia come sia, Comuni e Cantone non possono rompere i santissimi alla gente comune che vuole allargare una finestra in casa sua o costruirsi un pollaio nel giardino o una rimessa per la macchina e poi tollerare per settimane un cantiere che scarica illegalmente nel lago fango e detriti, solo perché questi hanno palate di milioni e allora meritano di essere trattati coi guanti!
Inoltre, ci risulta che per decenni il lido Coray fosse considerato zona non edificabile. Come si sia riusciti a trasformarla in zona densamente edificabile nessuno l’ha capito. A meno che le autorità di Muzzano (uella!) e qualche leguleo affamato di soldi siano riusciti a convincere i pinguini del Tribunale federale di lasciar costruire!!
Comunque, di questi inciuci poco ci importa. In ogni caso, il cantiere di Muzzano deve venire bloccato e in maniera definitiva!! E i residui? Li lasciamo in loco quale monumento all’abuso edilizio!! Quanto al signor zucchino e al suo collega norvegese, tornino a far danni a casa loro!!
GB
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