Parlamento: Popolari democratici, ecoliberali ed evangelici uniscono le forze in un solo gruppo

Scritto da max, Lunedì 26 Novembre 2007

larBerna – Verdi liberali, Evangelici e Partito popolare democratico formeranno nella prossima legislatura un unico gruppo parlamentare.

Lo hanno annunciato sa­bato i rappresentanti dei tre partiti, che intendono col­laborare su questioni quali la famiglia, la promozione dell’economia, l’occupazione, le assicurazioni sociali e l’ambiente. I partner concorderanno nei prossimi sei mesi gli obiettivi che intendono raggiungere nel corso della legislatura. Ma bisognerà anche esaminare i pun­ti di contrasto, quali ad esempio quelli relativi alla poli­tica energetica e al nucleare. Si tratta di una « collabora­zione pragmatica» , ha indicato il consigliere agli Stati Ppd friburghese Urs Schwaller, spiegando che il grup­po parlamentare da lui diretto, pur con qualche scetti­cismo, ha approvato l’alleanza con 33 voti favorevoli, 4 contrari e 2 astensioni. Unendo le forze, le tre formazio­ni politiche intendono contrastare la crescente polariz­zazione. L’operazione consentirà peraltro di conquista­re 11 seggi supplementari nelle varie commissioni.

La formazione di un piccolo gruppo comprendente solo Partito evangelico svizzero (Pev) e Verdi liberali avrebbe consentito alle due formazioni di acquisire maggiore visibilità, ha detto dal canto suo il consiglie­re nazionale e presidente del Pev Ruedi Aeschbacher, ma il suo potere d’azione sarebbe stato ridotto. Meglio quindi costituire un gruppo congiunto, che permetterà di « frenare l’arroganza della destra » in parlamento. L’alleanza con il Ppd irrobustisce il centro: si tratta di un fattore fondamentale, secondo il deputato e presi­dente ecoliberale Martin Bäumle. «L’ecologia non è un tema della sola sinistra -ha affermato- e la prospettiva di poter costruire maggioranze ha avuto la meglio sul­l’indipendenza ». Il gruppo Ppd, Pev ed ecoliberali, con 36 consiglieri nazionali, sarà superiore numericamen­te a quello liberale-radicale (35 compresi i quattro de­putati del Partito liberale svizzero). Questo gli consen­tirà di avere maggiore peso nelle commissioni e dun­que di influenzare le decisioni sui dossier più impor­tanti.

[LaR]

1 commento a “Parlamento: Popolari democratici, ecoliberali ed evangelici uniscono le forze in un solo gruppo”

  1. Carlo Manzoni scrive:

    IL COMMENTO: UNA MOSSA INDOVINATA

    di CARLO MANZONI

    È sicuramente una buona mossa quella di PPD, ver­di liberali ed evangelici di unirsi in un unico gruppo parla­mentare. Caduta, per disinte­resse, la proposta di un contrat­to d­i legislatura fra i partiti di go­verno, mai presa seriamente in considerazione l’idea di un ve­roavvicinamento trail PLReil PPD di cui aveva parlato persi­no Couchepin, un accordo fra partiti di centro rimaneva fra le poche opzioni possibili per mi­gliorare la governabilità nella prossima legislatura. Unendo le forze, le tre formazioni potran­no meglio contrastare la pola­r­izzazione confermata dalle re­centi elezioni e accrescere il lo­ro peso politico quale ago della bilancia tra l’area rossoverde e le forze di destra, UDC in parti­colare. Questo perché il centro, che comunque è maggioritario, soprattutto se lo si considera tra­sversale ai partiti PPD, radicali, liberali, ecoliberali ed evange­lici, avrà una una fisionomia più chiaramente definita almeno nelle commissioni, dovrà potrà manifestarsi una miglior colla­borazione. Ed è inutile ricorda­re quanto sia importante il lavo­ro commissionale, che molto spesso è determinante per le d­e­cisioni del plenum dei due rami del Parlamento.
    Sul piano politico, l’alleanza tra i tre partiti dovrebbe tradursi in una maggior pressione verso i temi della famiglia, la difesa del­lo Stato sociale e la protezione dell’ambiente. Il Partito evange­lico, presente solo nella Svizze­ra tedesca, propugna un impe­g­no politico che tenga conto de­gli insegnamenti del Vangelo, presentando in questo analogie col PPD. Gli ecoliberali sono dei verdi moderati, solo di poco più « verdi» dei PPD.
    In questo senso un’azione poli­tica comune dovrebbe soprat­tutto controbilanciare il potere ulteriormente rafforzato del­l’ UDC al Consiglio nazionale e, più in generale, della destra.

    Ma soprattutto, un centro che dialoga e collabora, avrà meglio la possibilità di sbloccare quel­le situazioni spesso verificate in passato, dove la rigidità dei fron­ti­contrapposti impedisce di for­mare una maggioranza neces­saria per decidere.

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