Scusi, può smettere di bere?
Scritto da max, Giovedì 29 Novembre 2007
Quando il gerente di un locale deve dire basta al cliente
Per il codice della strada dopo un paio di bicchieri di vino chi guida è tecnicamente «ubriaco». E la legge precisa che anche chi gli ha servito da bere è da considerare responsabile. Ma come funzionano le cose nella realtà?
L’abbassamento del valore limite di alcolemia, passato dallo 0.8 allo 0.5 per mille nel 2004, ha creato problemi a non pochi gerenti di locali pubblici, che negli ultimi anni hanno avvertito un calo nel consumo di alcolici ai tavoli di ristoranti o bar. A ciò si somma un preciso articolo legislativo che vieta la vendita di bevande alcoliche alle persone che si trovano in stato di ebrietà, costringendo il personale a prestare continuamente attenzione. I responsabili di alcuni locali pubblici luganesi ci hanno parlato della propria esperienza.
L’articolo 50 della legge sugli esercizi pubblici parla chiaro : «Il gerente non deve fornire bevande alcoliche alle persone che si trovano in stato di ebrietà». Per la legge sulla circolazione stradale, un conducente con un tasso alcolemico compreso tra 0.50 e 0.79 per mille è considerato in stato di ebrietà; con valori superiori allo 0.8, invece, è nella fascia ad alto tasso di ebrietà. Semplificando: secondo la legge, dopo un bicchiere di vino o un boccale di birra un conducente può essere punito poiché «ubriaco».
Una misura oltremodo restrittiva, certo non applicabile in un locale pubblico, come spiega la 20.enne Ramona, da 2 anni in servizio all’ Irish Pub Connemara di Sorengo: «Credo che non si possa generalizzare gli effetti dell’alcol sulle persone:alcuni sanno controllarsi anche dopo diversi bicchieri di birra, altri meno. Personalmente, mi rifiuto di servire da bere solamente a chi comincia a infastidire la clientela sbraitando o agitandosi: capita spesso di doverli cacciare dal locale. Ma se un cliente si dimostra calmo e beve un bicchierino di troppo non dico nulla:non posso certo sapere, infatti, se quello stesso cliente è venuto con la propria auto o se abita nei paraggi». Il locale, frequentato da molti giovani durante il fine settimana, non ha accusato il colpo dopo l’abbassamento del valore limite di alcolemia: «Non è cambiato nulla, i ragazzi continuano a bere come prima» sottolinea Ramona.
Le cose vanno diversamente per il Sass Cafè Wine Bar, un locale espressamente rivolto agli amanti del buon vino, come afferma la gerente Sara Crugnola: «Negli ultimi anni la clientela è diminuita, e con essa anche il consumo di vino. Se prima si bevevano due o tre bicchieri, oggi molti avventori si limitano a gustarne uno solo. La possibilità di portare la bottiglia a casa, inoltre, è sfruttata da pochissimi clienti». Nei confronti di bevitori ubriachi e molesti, Crugnola rivela:«Non mi è mai capitata una situazione simile, ma se succedesse smetterei immediatamente di servire da bere al cliente. Quando invece si tratta di un conducente che beve 3 o 4 bicchieri anziché i canonici1o2lascio stare, purché non esageri».
Anche Bruno Heller, gerentedel Grotto Ticinese a Cureglia, ha notato un calo nella vendita di alcolici: «In generale i clienti scelgono di bere meno vino, ma di maggior qualità; è inoltre cresciuta la vendita di bottiglie da 1/2 o 3/8 di litro. Analogamente, nel campo dei superalcolici, non pochi avventori preferiscono il più leggero limoncino alla tradizionale grappa. Anche nel nostro caso offriamo l’opportunità di portarsi la bottiglia a casa, ma in pochissimi richiedono questo servizio». Particolare attenzione è rivolta ai clienti che esagerano, bevendo diversi bicchieri di troppo: «Si tratta solitamente – dice Heller – di clienti abituali che conosciamo molto bene; la scorsa settimana, addirittura, abbiamo dovuto accompagnarne uno a casa perché non era in grado di guidare. Comunque, non esito mai ad allontanare un cliente che si comporta maleducatamente per l’ubriachezza. Nel resto dei casi, penso che chiunque guidi sia abbastanza adulto e responsabile da sapersi regolare. Far notare ad un cliente tranquillo che sta bevendo troppo, in molti casi, è semplicemente offensivo». di Mattia Bertoldi
[CdT]



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