Fusione d’Oro in Collina, pronto un «pre-studio» con Carabietta e Sorengo
Scritto da max, Venerdì 18 Gennaio 2008
Il Municipio di Collina d’ Oro getta le basi per eventuali aggregazioni. Carabietta può considerarsi «libera» mentre Sorengo è corteggiata anche da Lugano. Flavio Meroni: «Abbiamo valorizzato le affinità tra i cittadini»
[CdT]
Sarà una «presunta aggregazione », sarà un «pre-studio» esplorativo, saranno per ora solo ipotesi… ma Collina d’ Oro ci crede e sta creando i presupposti per unirsi a Carabietta e Sorengo. A testimoniarlo un documento che raccoglie le caratteristiche dei tre Comuni e gli scenari di una loro possibile fusione. Da notare che non si tratta dello studio «ufficiale » da trasmettere al Cantone, quindi non è vincolante.
Lo hanno presentato ieri a Montagnola i sindaci Sabrina Romelli (Collina d’ Oro), Guido Santini (Sorengo) e Davide Bonvicini (Carabietta), assieme al municipale di Collina Flavio Meroni e a Michele Passardi, direttore della società di consulenza Consavis Sa, che ha allestito il rapporto. L’iniziativa è nata nel 2004 quando il Municipio, dopo una mozione approvata dal CC, ha contattato Carabietta, Sorengo, Barbengo (che poi ha preso la strada della Città), Muzzano e Grancia. Gli ultimi due hanno preferito aspettare e nel rapporto compaiono come probabili «estensioni» del progetto. I primi due invece si sono lanciati. «In un contesto istituzionale mutevole stare fuori sarebbe stata miopia politica» ha detto il sindaco di Sorengo, Guido Santini.Il Comune del colle interessa molto anche a Lugano, con cui è intenzionato ad approfondire in egual modo la fusione. Carabietta, rivela il suo sindaco, non è mai stata contattata dal grande polo. Aria di contesa? «Non c’è volontà di opporsi alla città, ma di rafforzare l’agglomerato attorno ad essa» ha chiarito Sabrina Romelli, anche per «salvaguardare gli equilibri regionali a livello cantonale ». «Restare fermi quando gli altri crescono non fa che ampliare il divario» ha rilanciato Michele Passardi.
Obiettivo 2012
Per convincere i cittadini tuttavia, oltre a tanto cuore, servono buoni numeri. I promotori hanno provato a darne alcuni: il nuovo Comune, che si vorrebbe veder nascere già nel 2012, investirebbe annualmente circa 9 milioni di franchi su un totale di 30 milioni di spese e avrebbe un moltiplicatore pari al 70% (68% quello attuale di Collina). Dati alla mano toccherà ai cittadini esprimersi, a iniziare dalle ormai classiche serate informative; Flavio Meroni
è ottimista a riguardo: «abbiamo seguito una procedura democratica e partecipativa, è stato importante valorizzare le affinità tra i cittadini, senza demagogia; abbiamo percepito l’esistenza di uno “spirito della Collina”». giu[CdT]


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