L’aggregazione nel menu elettorale
Scritto da max, Martedì 22 Gennaio 2008
Muzzano, il tema continua a dividere, tra ‘luganesi’ e ‘prudenti’. Sarà al centro del voto comunale
L’aggregazione resta un argomento controverso e sta diventando il piatto forte della campagna elettorale a Muzzano. Anzi, rischia di diventare l’unico tema in vista delle prossime elezioni comunali. Prima della scadenza di aprile, i cittadini del paese potrebbero infatti essere chiamati al voto sul credito di 40 mila franchi deciso dal Legislativo in novembre, anche se lo studio era stato richiesto circa quattro anni fa. Nonostante la supremazia della volontà Popolare rispetto alla Legge organica comunale, la questione crea inbarazzo.
Vediamo perché.
[LaR]
Come noto, da una parte ci sono i liberali che non si rassegnano al naufragio del matrimonio con Lugano. Un matrimonio che tuttavia potrebbe rientrare nell’agenda politica nella prossima legislatura. Il Municipio, o meglio la maggioranza Plr, fino a quando non è stato obbligato dalla sentenza del Tribunale amministrativo cantonale (Tram), si rifiutava di ‘ fare il compito’ affidatogli nel febbraio del 2004 dal Consiglio comunale (leggi studio sulle diverse opzioni di aggregazione). Poi è stato costretto a licenziare il messaggio. Ma, sempre esponenti liberali, hanno lanciato un referendum raccogliendo circa 130 firme proprio contro il credito per effettuare quello studio votato dal Legislativo lo scorso 19 novembre. L’esito del referendum potrebbe quindi, almeno indirettamente, rimettere in discussione non solo quanto votato dal Consiglio comunale due mesi fa, ma anche la strategia aggregativa scelta quattro anni or sono. Senza dimenticare che il risultato potrebbe essere interpretato come un’adesione o un rifiuto della fusione con Lugano.
Dall’altra parte, la maggioranza del Legislativo che prima di decidere definitivamente se eventualmente aggregarsi e con chi, vuole approfondire tutte le possibilità. Una maggioranza suffragata dalla firma di 310 cittadini (su 540 aventi diritto al voto) che hanno sottoscritto pure una petizione consegnata al governo cantonale nell’aprile 2007, chiedendo proprio lo studio. «Non mi stancherò mai di ripeterlo; a Muzzano non siamo né contro Lugano, né tanto meno contro il progresso – afferma il consigliere comunale Oliver Korch – vogliamo semplicemente studiare tutte le nostre possibilità, prima di doverci esprimere sull’argomento, indipendenza compresa. Per decidere sui 40 mila franchi per finanziare lo studio sulle aggregazioni, vale la pena di rispondere con obiettività ad una semplice domanda ‘Conosco veramente la situazione di Muzzano e quello che cambierà con un’eventuale aggregazione?’».
Il tema aggregazione continua dunque a dividere. Secondo Korch, il credito è stato «approvato dal Cc per riuscire a fare chiarezza sui cambiamenti che potrebbero avvenire espressamente per Muzzano, in base alle diverse possibilità di aggregazione. Inoltre, lo studio chiarirebbe finalmente se è vero che non possiamo più permetterci di rimanere Comune indipendente». Ma c’è chi, dopo aver presentato ricorso contro il verbale di una seduta di Legislativo a cui non ha nemmeno partecipato, non ne vuole sapere.
«Personalmente diffido di chi non vuole lo studio per una questione di risparmio – prosegue Korch –. Il nostro Comune se lo può permettere ed in passato sono state spese per futili studi (vedi acquisto centro la cisterna) e progetti mai realizzati, somme di denaro ben superiori. A questo punto, vista la situazione, che il Popolo sovrano si esprima, a breve per lo studio ed il 20 aprile per il ricambio dei poteri».Vedremo quando il Municipio indirà la votazione sul referendum e se gli equilibri muteranno rispetto a quanto è emerso a partire dalla burrascosa seduta di Consiglio comunale dell’ottobre 2006.n A. R.
[LaR]


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