Liste civiche, segnali deboli da cogliere
Scritto da max, Lunedì 10 Marzo 2008
Non occorre rovistare nelle statistiche per accorgersi che la prossima tornata elettorale sarà caratterizzata dalla presenza di un numero insolitamente alto di liste civiche. Formazioni dai nomi altisonanti e talvolta pittoreschi sono spuntate un po’ ovunque.
Un tempo circoscritto a poche località, per lo più periferiche, il fenomeno ha preso progressivamente piede, contagiando anche centri come Locarno e Bellinzona dove, sotto insegne inedite, sono scese in campo personalità con un passato politico «tradizionale ». Ciascuna lista è riconducibile a motivazioni tipicamente locali, che spesso prendono le mosse da contrasti personali e da dissidi interni ai partiti.
Ma è un dato di fatto che il quadro politico locale si presenta ancora più frammentato rispetto a quattro anni fa e che l’arrivo di nuove formazioni costituirà in molti casi un’ulteriore minaccia per i partiti stessi.
Sarebbe comunque fuorviante mettere tutte queste liste sullo stesso piano. Se ne possono distinguere almeno tre tipi. Innanzitutto la lista civica solo nel nome, ma che in realtà è una lista di partito camuffata o riconducibile ad una frazione in rotta con la sezione ufficiale. È un’operazione priva di impatto a livello cantonale.
Orientamento e candidature sono chiaramente collegabili ad una determinata area politica.In secondo luogo le liste politicamente orientate, frutto in parte dell’abolizione delle congiunzioni elettorali, in parte di situazioni contingenti che hanno spinto persone di formazioni diverse a correre insieme. E poi ci sono le liste civiche nel vero senso del termine, non riconducibili a un partito o a un’area. Sono formazioni composite, costituiteda persone di orientamento politico diverso o che non hanno mai militato in nessun partito, unite da obiettivi di natura prettamente locale. Costituire una lista civica è un’operazione relativamente facile e che costa poco o nulla, sia in termini pratici sia – aspetto non indifferente nella mentalità ticinese – «morali », perché non comporta l’onta del «tradimento» tipica del passaggio da un partito storico all’altro.
Ma sarebbe altrettanto fuorviante non cogliere la tendenza di fondo che sta dietro il fiorire delle liste civiche, e la minaccia che questo rappresenta in prospettiva per i partiti, Lega compresa.
Per quanto particolare, il caso di Locarno è emblematico, perché il malcontento ha intaccato anche il movimento nato per dare voce alla protesta. Al di là della mera contabilità elettorale, i partiti non possono non preoccuparsi per quanto sta accadendo a livello comunale. Le liste civiche non sono folclore, ma un ulteriore segnale dello smarcamento della società civile dalle formazioni politiche tradizionali. Un numero crescente di elettori (come proponenti)e di aspiranti amministratori (come candidati) è riluttante a riconoscersi nei partiti, mentre la Lega riesce sempre meno a proporsi come forza in grado di catalizzare il malcontento, che prende altre strade.
Può darsi che il 20 aprile cambi poco o nulla e che le nuove liste civiche spuntate nel cantone non riescano a strappare più consensi di quanti non siano riuscite ad ottenerne in passato quelle vecchie. Ma questo, ora come ora, è relativo. A contare sono i movimenti tettonici sotto la crosta terrestre della politica e le loro possibili conseguenze nel medio lungo termine. Il fattore lista civica non è isolato. Si sovrappone a quello della scheda non intestata, che rappresenta per definizione un’alternativa alla scelta di partito. L’uno e l’altra combinati costituiscono potenzialmente una minaccia per i partiti: la lista civica come alternativa e reazione all’istituzione partito, la scheda non intestata come forma di personalizzazione della politica, che crede di poter fare a meno dei partiti e dei loro apparati. La dimensione locale del fenomeno tende forse ad attenuarne la portata, inducendo i partiti a non curarsene più di tanto. Sarebbe un errore. Quante volte nella storia i cosiddetti «segnali deboli» sono stati preludio di cambiamenti di ben altra portata?


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