VRWAY finalmente entra in Borsa, ed è IPO
Scritto da max, Sabato 1 Agosto 2009
Società di Lugano quotata in borsa
Sull’Aim Italia debutta Vrway, che produce software per filmati tridimensionali
by Alfonso Tuor
Anche partendo dal Ticino si possono realizzare progetti imprenditoriali innovativi. È la lezione di Vrway Communication. La società, nata a Lugano nel 1999, ha sviluppato un portale Internet con copie digitali tridimensionali del mondo reale grazie al quale offre all’utente la possibilità di «scoprire» una città, le sue bellezze artistiche (anche dall’interno) e di prenotare camere di albergo e tavoli di ristorante. Il servizio disponibile gratuitamente sulla rete è stato concepito per essere utilizzato anche nella telefonia mobile di terza generazione. Sulla rete o sulla telefonia mobile sono già oggi disponibili le immagini di 182 città europee e di quattro città americane. I conti della società sono in pareggio e le potenzialità di sviluppo soprattutto nella telefonia mobile sono notevoli. Vrway punterà soprattutto a svilupparsi in Asia, partendo dalla Cina. Lo «sbarco» sull’Aim Italia, ossia sul mercato azionario europeo costruito per le società a forte crescita, corona un decennio di sforzi e di grandi investimenti attuati da un pugno di investitori guidati dalla Fardafin presieduta da Giovanni Gianola. La storia della società è istruttiva. Giovani Gianola alla fine dello scorso decennio accompagna e finanzia il progetto innovativo di due giovani ticinesi. La crisi borsistica delle dot.com impedisce la quotazione in borsa dell’azienda. Ma Giovanni Gianola non getta la spugna e continua ad investire nella società convinto della bontà del progetto. L’assunzione di Johnny Vaccaro, che assume la guida dello sviluppo tecnologico del progetto iniziale, permette a Vrway di raggiungere nuove ambiziose mete a livello tecnologico. Ora il passo successivo: la quotazione in borsa del 10,62% delle azioni di una società il cui valore è superiore ai 77 milioni di euro. Su questa grande esperienza impreditoriale abbiamo interpellato Giovanni Gianola, presidente di Fardafin, che continuerà ad essere l’azionista di riferimento di Vrway Communication.
GRAFICI e QUOTAZIONE AGGIORNATI

Domani inizieranno le contrattazioni dei titoli sulla borsa di Milano di Vrway Communication, nata e cresciuta in Ticino. Qual è la storia di questa società e quali sono le sue prospettive? «La società è nata alla fine del 1999 e l’attività di ricerca e di sviluppo si è sviluppata principalmente nella sede di Lugano collaborando con i tecnici della Apple in California e dotandosi da subito delle risorse tecnologiche e umane per raggiungere la leadership mondiale nell’ambito della realtà virtuale. Con gli anni ha poi completato la propria infrastrutture tecnologica con la possibilità di gestire tutti i file multimediali governando il processo produttivo ed editoriale fino alla capacità di generare magazine e quotidiani di nuova generazione web, mobile e offline. Negli ultimi anni la società è fornitore ufficiale per taluni segmenti media di clienti quali Sony, Atari e Activision e ha collaborato con Warner Bros, fornendo immagini ed esperienza tecnologica, alla produzione del film Speed Racer mentre, il sito Arounder, web e mobile, è diventato il più grande contenitore di destinazioni al mondo.
Il mondo dei media è in una profonda trasformazione e Vrway, grazie alla costante collaborazione con Apple, società notoriamente all’avanguardia nell’intuire i cambiamenti, si presenta all’appuntamento del futuro con tutte le risposte che i moderni mezzi di comunicazione devono
offrire. I giornali internazionali, soprattutto quelli americani, hanno capito prima di altri l’importanza della tecnologia di Vrway e hanno da sempre giudicato straordinario ciò che è stato realizzato, grazie al mix delle più avanzate soluzioni della virtualizzazione e della
visualizzazione. D’altra parte basta navigare dentro S. Pietro in Vaticano con Mina che canta delle musiche sacre, per rendersi conto dell’impatto emotivo che le tecnologie di Vrway sono in grado di offrire».
Quali sono state le difficoltà maggiori che avete dovuto superare? «Come ogni impresa che nasce dal nulla deve superare infinite difficoltà. Personalmente sono però convinto che se avessimo deciso di costituire la società nella Silicon Valley o vicina ad un centro di eccellenza dove anche
le risorse umane specializzate nel mondo delle nuove tecnologie beneficiavano di un pathos ambientale diverso, le cose si sarebbero molto facilitate. Senza dimenticare che i nostri operatori specializzati in information tecnology non hanno mai trovato nel territorio le sinergie potenziali
che altrove erano disponibili e che il mondo finanziario e imprenditoriale, quando si parlava di nuovi modelli media, tecnologie sconosciute e di una visione che catturava il visitatore per trascinarlo dentro un mondo che fino a ieri era inconcepibile, non hanno mai capito il modello e
neppure favorito lo sviluppo della società».
Quali sono i progetti di sviluppo? «Per affrontare il processo di quotazione è stato deciso di affrontare, in un’ottica di consolidamento delle attività di ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione una ristrutturazione dell’assetto societario e organizzativo. In capo a Vrway Communication si concentra ora l’intero ciclo produttivo. La società è presieduta dal Prof. Adalberto Alberici, ordinario di economia presso la Bocconi il quale ha messo a punto, con lo staff dirigenziale, un importante processo di sviluppo e di espansione. Sono in previsione delle importanti alleanze con operatori delle telecomunicazioni e l’apertura della sede operativa in Cina per coprire l’oriente. Oltre, naturalmente, tutta una serie di alleanze strategiche e operative di
vario livello e contenuto tali da focalizzare ancor di più la leadership della società nel suo settore specifico. D’altra parte occorre osservare che sotto la particolare spinta della nuova sfida digitale, dall’inizio di questo decennio il panorama dei media è stato caratterizzato da una serie di profondi cambiamenti strutturali. Gli analisti sono concordi nel sostenere che le aziende in grado di rispondere alle nuove tendenze non solo avrebbero mantenuto il loro trend di crescita ma, addirittura, avrebbero subito un’accelerazione. Vrway Communication ha costruito sulla crescente mobilità media un vantaggio competitivo importante. L’ostacolo maggiore, almeno in certi paesi, è rappresentata da un livello insufficiente dell’infrastruttura tecnologica paese. Non appena sarà ampiamente diffusa una banda larga con performance elevate, necessaria per una trasmissione di contenuti multimediali sempre più pesanti e complessi, il cambiamento strutturale attualmente in corso nel settore media subirà un’ulteriore accelerazione. Un recente studio del Credito Svizzero prevede che l’internet mobile potrebbe emergere come un’innovazione in grado di creare un nuovo importante mercato anche nell’ambito di una crisi economica. Mentre in internet il trend si sta vieppiù consolidando, per quanto riguarda il mobile, le guide turistiche digitali e i servizi di comunicazione commerciale potrebbero passare dall’essere considerate un must a una necessità imprescindibile nel corto termine. E le ricordo che Vrway Communication è già oggi il più grande contenitore al mondo di immagini digitali e le proprie tecnologie sono già in grado di trasmettere i contenuti anche sul mobile».
Qual è quindi il modello di business sul quale si regge la redditività della società? «Il tema generale dell’accesso universale all’informazione trova il suo culmine nel potente strumento della realtà virtuale interattiva. Sfruttando le potenzialità della realtà virtuale, internet e mobile, significa navigare all’interno di copie digitali del mondo reale. Con gli strumenti e la tecnologia di Vrway Communication, si entra in uno specifico spazio della realtà, come ad esempio, in un albergo, in un ufficio, in un negozio, in un teatro, ecc. oppure, com’è il caso della città di Lugano e di tante altre città e territori che hanno scelto la società per promuovere il loro territorio nel mondo, si entra nello spazio fisico dei luoghi e delle piazze. A Como, Milano, Stoccolma, Madrid e in tutte le altre città che sono state virtualizzate dalla società, si può entrare in quei territori e navigare dentro gli spazi digitali del mondo reale. Il modello di business è perciò rappresentato dalla capacità della società di digitalizzare il reale e di diffondere nel mondo intero, quindi senza spazi geografici, ciò che i clienti, le città e i territori intendono promuovere. Al nostro sito sono collegati migliaia di link provenienti da tutto il mondo e in un mondo dove la comunicazione è globale per eccellenza, qualsiasi offerta commerciale o culturale deve per forza di cose essere globale.
Quante persone hanno lavorato a questo progetto? «Molte persone hanno contribuito a portare al successo la società. La comunicazione digitale è il più recente anello della lunga catena della comunicazione e l’estensione del concetto di bene culturale del contenuto ha imposto delle sfide
tecnologiche e qualitative non indifferenti. I collaboratori hanno dovuto e saputo combinare le risorse disponibili con l’esigenza di creare dei modelli sovranazionali e multilingua; hanno saputo mettere a punto una generazione completamente nuova di strumenti e oggetti per la comunicazione progettati in modo tale da meglio adattarsi ai differenti modelli culturali e rispondere alle esigenze delle infrastrutture tecnologiche paese».
A che prezzo verranno quotate le azioni? «Banca Intermonte, che per altro in un sondaggio di oltre 7.500 investitori e gestori che operano in oltre 1.600 case di investimento in tutto il mondo è stata premiata quale Leading Brokerage Firm, ha giudicato il modello di business, la tecnologia proprietaria e i modelli di comunicazione di Vrway, con forti potenzialità di crescita. Dopo le approfondite analisi e convinti come tutti siamo che ciò che conta non sono i trend dei mercati azionari sul breve periodo ma la disponibilità degli asset necessari a generare del valore
sostenibile e degli utili effettivi, è stato deciso che il prezzo iniziale del collocamento sarà di 77 milioni di euro. In tale modo la società è convinta di rispondere positivamente anche alle esigenze degli investitori che chiedono, dopo i disastri della finanza, di essere più vicini all’economia reale.
Un’ultima domanda. Fardafin Holding, che lei presiede, è stata la promotrice di questa iniziativa e ora si conclude una sfida imprenditoriale durata diversi anni e condotta con perseveranza. Quali lezioni ha tratto da questa esperienza? «Come tutte le esperienza che si concludono positivamente si tende a dimenticare i momenti difficili. Certo è che partendo con un’attività che presuppone l’idea di un radicale cambiamento tecnologico globale, le cose si complicano un po’ e tutti abbiamo dovuto mettere il doppio dell’impegno. Mi ricordo di un incontro presso la Apple in California nel 2001 e delle lunghe discussioni sui trend tecnologici e sulla vision di questa azienda sul futuro. Allora mi parlavano dell’iPOD, della multimedialità e della realtà virtuale mobile come bene di consumo quotidiano. Il consumo generalizzato è arrivato molto più tardi
rispetto a quanto previsto. La lezione che ho tratto, pur nei momenti difficili, è stata quella che se credi in una visione e se hai lavorato bene, i risultati arrivano per chi sa attendere. Apple docet.
Alfonso Tuor


1 commento a “VRWAY finalmente entra in Borsa, ed è IPO”
15 Settembre 2009 alle 08:00
Il titolo si comporta bene e tocca i EUR 12.00 il 14.8.09!
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