Gli orizzonti di Muzzano

Scritto da max, Mercoledì 21 Aprile 2010

Cdt-66Pronto lo studio che aiuterà a decidere sulle fusioni
Il documento esamina tutti i possibili scenari aggregati vi sotto diversi punti di vista - Il sindaco: «Così i cittadini potranno farsi un’opinione sull’argomento» - A breve una serata pubblica, quindi verrà lanciato un sondaggio

Giuliano Gasperi Claudio Meier
[CdT]

L’INTERVISTA
‘’Il futuro di Muzzano passa per un documento. 400 pagine di riflessioni e analisi su ciò che il Comune è oggi e su come potrebbe diventare domani con una fusione. Assieme a chi? Calma: ogni destinazione ha le sue caratteristiche. Ora che lo studio affidato alla Tiresia è concluso, i cittadini e il Municipio potranno riflettere e decidere.
Sullo spirito e su alcuni punti del documento abbiamo discusso con il sindaco Oliver Korch . «Lo studio esamina tutte le possibilità in tema d’aggregazione ed è interessante - spiega - perché non le affronta solo dal punto di vista economico. Si parla anche di storia, socialità, servizi, piani­ficazione e altro ancora».
Si dice anche se alcuni scenari sono preferibili rispetto ad altri?
«No. Lo studio non dà ricette o classifiche ma rende attenti su rischi e opportunità di ogni singola fusione, sotto i vari aspetti. Si vuol permettere alle persone di farsi un’opinione, anche perché non è facile decidere se un’opzione è conveniente o no; è relativa mente facile se si considerano so lo i dati finanziari, ma un’aggregazione non si limita a questo».
Così, nella scelta, ognuno potrà basarsi su aspetti che ritiene centrali.
«Certo. Se un cittadino, ad esempio, vuol veder mantenute le caratteristiche residenziali del Comune, potrebbe preferire l’unione a una realtà con un’identità simile a quella di Muzzano».
Per far esprimere i cittadini lancerete un sondaggio come farà Carona?
«Sì, lo chiedeva una mozione firmata da due terzi del Legislativo. Solo dopo il sondaggio si potrà parlare di istanze d’aggregazione o di autonomia».
In che misura lo studio parla della necessità di una fusione per Muzzano?
«Il documento dice che nell’immediato non c’è fretta: non abbiamo problemi economici e offriamo servizi considerati superiori alla media. Però viene evidenziata la necessità di guardare al futuro con prudenza, perché siamo un piccolo Comune che sarà confrontato con realtà sempre più grandi (proprio a causa delle fusioni, ndr) con cui si dovrà negoziare su opere comunali e cantonali. È chiaro che davanti a un centro di 2.000 abitanti si ha una forza contrattuale diversa ri spetto a un confronto con uno di 50.000. Il rischio è vedersi impor re delle decisioni e non essere più in grado di mantenere i servizi esistenti (come la Flp, ndr) o crearne di nuovi. Questi sono i problemi che vanno affrontati oggi e una soluzione, volenti o nolenti, è proprio l’aggregazione».
Lo studio offre anche spunti sulle caratteristiche di Muzzano, presenti e passate. Diverse altre realtà, esaminando la fusione, hanno avviato indagini di questo tipo: sembra esserci un bisogno di ridefinire la propria identi tà in un contesto che è cambiato.
«Sì, questi studi ci aiutano a capire chi siamo. A Muzzano, ad esempio, credevo abitassero so prattutto famiglie con 3 o più persone, invece le categorie più rappresentate sono i single e le cop pie. Rispetto alla media cantona le poi c’è un tasso alto di giovani e basso di anziani. Sono informazioni utili per chi amministra».
Studi del genere sono anche una base solida a livello politico.
«Assolutamente: il conoscere ha sempre aiutato a evitare guerre».
Adesso qual è la tabella di marcia?
«Ora che lo studio è concluso (co sto: 39.000 franchi, 1.000 in me no del previsto), a breve, invieremo ai cittadini un riassunto di facile comprensione. Nelle prossime settimane il tutto verrà presentato con una serata pubblica e poi, non troppo tempo dopo, lanceremo il sondaggio».

Giuliano Gasperi Claudio Meier
[CdT]

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